Toomy legge i messaggi dei miei clienti?
Toomy ti dice chi ti ha scritto, non cosa ti ha scritto. È una scelta di come è fatta, e serve a una cosa concreta: puoi tenerla accesa sullo schermo in negozio senza il rischio che compaia una frase di una cliente mentre ne hai un’altra davanti.
Manda messaggi al posto mio?
No, e non è una funzione che manca: è una decisione.
Toomy propone e a scegliere sei tu, sempre. Il motivo è semplice: un messaggio partito da una regola arriva anche a chi ha appena cambiato negozio, e quello lo si legge come una scortesia.
Posso spegnerla?
Sì, quando vuoi, e si riaccende con lo stesso tocco. Si può anche lasciarla accesa e dirle di stare zitta su un certo tipo di avviso, se quello ti serve e l’altro no.
Dà fastidio mentre lavoro?
Sta in un angolo e non copre niente. Quando ha qualcosa da dire lo segnala in piccolo, e se stai scrivendo o hai un comando sotto si sposta da sola per non stare in mezzo.
Cosa cambia fra i piani?
Su tutti ti avvisa di quello che succede: chi ti ha scritto, cosa c’è oggi, cosa non è stato chiuso. Sui piani più alti fa un passo in più: propone la risposta a un messaggio, si accorge del buco di domani e ti porta l’elenco di chi si sta allontanando.
È un’intelligenza artificiale?
Per la parte che scrive una proposta di risposta, sì.
Per tutto il resto è il tuo programma che guarda i tuoi dati e ti fa notare quello che c’è: nessun modello, nessuna previsione, nessun dato tuo che va a scuola da qualcuno.